III DOMENICA DI PASQUA

Questo è l’annuncio primitivo e fondamentale di Pasqua: Dio ha costituito Signore e Cristo (Messia) quel Gesù che voi avete crocefisso. Gesù era Messia e Signore, prima della sua nascita, ma attraverso la morte e la resurrezione , prese possesso del suo trono alla destra di Dio e fu costituito Signore, è la formula originale della fede cristiana. Tutto questo vollero dire i due di Emmaus dicendo abbiamo visto il Signore.

II DOMENICA DI PASQUA

Il vangelo di Giovanni ci presenta gli apostoli chiusi nel cenacolo, Cristo entra a porte chiuse e dona a loro la pace e lì ricrea, potremmo dire con il soffio dello Spirito Santo. Anche Tommaso viene accolto nonostante la sua incredulità, accolto e amato. Tanto da testimoniare la sua fede, mio Signore e mio Dio.

DOMENICA DI PASQUA

Pasqua di Resurrezione: per l’apostolo Paolo, il cristiano è già risorto con Cristo quando è uscito dalle acque purificanti del battesimo, ora la sua esistenza è tesa a possedere totalmente la vita ricevuta nel battesimo, vita ché si realizza nella piena partecipazione al Suo mistero.

VENERDI’ SANTO

Nel cuore del venerdì santo si erge la figura del Cristo sofferente e morente raffigurato secondo i lineamenti del celebre quarto carme del Servo del Signore (Is 53). In questo canto si disegnano la nascita, la vita, la passione, la morte, la sepoltura e la glorificazione di un personaggio messianico misterioso. È un uomo sfigurato e macerato, eppure il suo dolore non è espiazione di un suo peccato: il castigo sarebbe nostro, il dolore è diventato suo. È una sofferenza feconda, «vicaria», sono cicatrici sanguinanti che paradossalmente ci curano. La sua vita sfocia nel martirio e nel sepolcro, eppure una lapide ideale è posta sulla sua tomba: «Non ha commesso violenza, non vi fu inganno nella sua bocca». Ma la morte non è il definitivo estuario della vita del Servo. Il giusto, infatti, contempla la luce, si sazia della conoscenza di Dio e davanti al Signore egli riconduce tutti gli uomini che sono stati salvati dal suo sacrificio espiatorio.

GIOVEDI’ SANTO (MESSA in CENA DOMINI)

Il testo dell’Esodo recita: “Ecco un qual modo lo celebrerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore.” La fretta non significa il tempo necessario per mangiare la Pasqua, il rito dura tutta la notte. Ma la fretta che dobbiamo avere per decidersi della conversione a Dio, Padre.

DOMENICA DELLE PALME

Gesù a Gerusalemme, entra in sella a un’ asino, la cavalcatura del re. Davide, Salomone, Assalonne. Mite e umile, non violento e re assoluto, come furono, gran parte dei re di Israele. Il suo agire è Parola dì Dio. E il suo soffrire è una parola per noi, ché ci interpella, la folla si domanda chi è costui? E noi?