ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
La resurrezione di Cristo è la primizia, segue quella di coloro che sono di Cristo, Maria in primis, quindi la fine, cioè il recupero di tutto l’essere nella vittoria sulla morte. Così Dio sarà tutto in tutti.
La resurrezione di Cristo è la primizia, segue quella di coloro che sono di Cristo, Maria in primis, quindi la fine, cioè il recupero di tutto l’essere nella vittoria sulla morte. Così Dio sarà tutto in tutti.
Il vangelo di oggi ci presenta la famosa moltiplicazione dei pani e dei pesci. Il gesto compiuto da Gesù è descritto tenendo presente la sequenza degli atti della cena pasquale: alzare gli occhi al cielo, pronunziare la benedizione, spezzare e dare i pani. Agli occhi di Matteo la mensa nel deserto diventa l’anticipazione della cena eucaristica.
Un esegeta commenta il Vangelo di oggi in queste parole: il regno è quell’occasione unica, che con la venuta di Cristo e con la sua opera viene offerta a ciascuno, povero o ricco che sia… Conviene afferrare questa occasione tutti i mezzi e le possibilità ché sì hanno a disposizione.
Il vangelo ci presenta gli esordi del Regno di Dio che sono insignificanti, affidati ad un pastore contestato e ucciso, e ad un piccolo gregge, ma è una forza così prorompente da alterare e rivoluzionare la storia.
Il Vangelo presenta la famosa parabola del seminatore che getta il seme in vari terreni. Nonostante le avversità e gli ostacoli alla predicazione del Cristo, alla fine il Regno di Dio, si presenterà in pienezza e gloria inaspettata.
Intorno al Messia qui rappresentato si trova tutta una folla di persone semplici, di umili e di sofferenti che in Lui troveranno ristoro. La comunità dei piccoli ché ha scoperto i misteri del Regno. E se vuole raggiungere il riposo dalle sue fatiche, deve seguire la strada di Gesù.
Il vangelo di Matteo, oggi ci presenta una scelta radicale: mettere Dio Padre, prima di tutto e sopra di tutto. Non per escludere qualcuno, ma per dare il giusto valore alle persone e alle cose. E ci parla, anche, di ospitalità. Consciamente o inconsciamente accogliamo Cristo Dio.
Il vangelo di Matteo inizia dicendo:” non abbiate paura”. Si esprime così, perché in tutto l’arco della sua vita il cristiano dovrà annunciare una Parola che non è gradita al mondo, intendendo come mondo, tutto quello che ostacola l’annuncio del Vangelo. Ma il fedele sa ché non è solo, nell’annuncio. Cristo Dio e con lui, per sostenerlo nella testimonianza.
La continuità tra il popolo di Dio, prima lettura e il gruppo dei dodici, vangelo allinea le dodici tribù di Israele con la comunità cristiana la Chiesa. La qui missione è protesa verso le folle stanche e sfinite ed è sostenuta dal potere conferito da Cristo.